Venticinque maggio novantatre

Sono passati dieci lunghi anni da quella sera,
sono passati e non ho avuto il tempo di fermarli,
gridargli:"no, vi prego, non fuggete via così",
non senza avermi prima almeno lasciato il tempo di uno scatto,
un'istantantanea felice che non sbiadirà mai nellla mia anima.
Una foto fatta non di colori e carta , ma di ricordi e passioni,
un'immagine creata dalla mia nostalgia e fatta per rivederla ogni
volta che ne sento il bisogno.
Già,proprio così: il bisogno di ricordare il primo concerto della mia vita,
la voglia irrefrenabile di ripensare a quella lunga attesa,
sotto il sole cocente che sembrava bruciare come me impaziente.
I dialetti e glia accenti diversi della gente in coda ai cancelli,
riunita come un popolo in viaggio verso il sogno promesso,
un sogno lungo due ore, due ore lontani dal mondo,
immmersi nella magia di ogni singola nota,
per poi svegliarsi e iplorare il tempo di fermarsi e non lasciar
partire ancora quel sogno lontano da te...sulle ali di un aereo che
lo porterà di nuovo distante e irraggiungibile,
chissà dove,
sotto quale cielo,
chissà sotto quale palcoscenico,
sotto quali grida,
Mi sembra di risentire ora quelle migliaia di grida,
quelle luci soffuse, il mio cuore che batteva forte e le chiome che
si muovevano con la musica in simbiosi.
Scosse di adrenalina che percorrevano le mura
e lacrime che si univano al fuoco degli accendini al vento.
l'odore delle birre che scorrevano come fiumi e quello delle
magliette colorate, intrise di sudore e passione...
erano a migliaia tutte fiere come bandiere di una fede che univa
tutti noi, diversi ma uguali..
Ricordo ancora i brividi e la pelle d'oca sopra ogni parola cantata,
sopra ogni sussurro di chitarra e sopra ad ogni tuono di quel tamburo
percosso da quell'eroe dotato di un solo braccio, ma di un cuore immenso,
ricordo le mie lacrime commosse nel vederlo salutare la folla con la
sua unica mano, unica come la sua umiltà.
Ricordo tutto questo e di più ancora: le grida di chi richiamava a
gran voce la banda sul palco per l'ultimo saluto , l'ultimo abbraccio
E infine ricordo il silenzio irreale di quando tutto finì, le luci
che si spegnevano e qualcuno che rimaneva impassibile al suo posto,
quesi timoroso che andando via avrebbe rotto un'incantesimo che per
fortuna invece non potrà mai svanire: poichè è costodito
nello scrigno inespugnabile dei ricordi,
poichè e scritto indelebilentente nel mio cuore,inciso e scolpito
come su di una roccia al di la del tempo
ed ora è lontano da anni,
è lontano un'eternità crudele...ma e più vivo che mai.

Ale